Austria, 1938. La dinamica suora novizia Maria lascia l'abbazia di Strasburgo per diventare governante dei sette bambini affamati di amore del capitano di Marina von Trapp, vedovo e genitore militarmente severo. Diventa tenera amica dei figli cui insegna a cantare e s'innamora del padre. Dopo l'Anschluss li aiuta a passare in Svizzera. Per anni fu in testa agli incassi di tutti i tempi (Italia esclusa), superando il primato di Via col vento con 79 800 000 dollari solo sul mercato nordamericano. Questa variazione della favola di Biancaneve e i sette nani, desunta da una storia vera, può riuscire letale o risibile per l'alto tasso di saccarosio, ma sarebbe ingiusto sottovalutarne le qualità. Il talento di J. Andrews, intanto, la capacità, pari a quella di Barbra Streisand, di recitare bene anche quando canta benissimo. L'alto artigianato di R. Wise nel conciliare lo spettacolo con l'uso dello spazio visivo e sonoro negli interni e negli esterni, facendo del film “un'ode all'energia e alla gioia di vivere di certi gruppi apparentemente impotenti (un convento, una famiglia) di fronte alle minacce del momento” (J. Lourcelles). Sceneggiato da Ernest Lehman dal musical di Howard Lindsay e Russel Crouse, ispirato al libro “The Trapp Family Singers” di Maria Augusta Trapp. Musica e canzoni di Richard Rodgers e Oscar Hammerstein II. (Hanno fatto di meglio, ma non mai così orecchiabile e adatto all'orecchio dei bambini.) 5 Oscar: film, regista, montaggio (William Reynolds), adattamento musicale (Irwin Kostal) e sonoro. Il libro di M.A. Trapp era già stato adattato nel film tedesco del 1956 di Wolfgang Liebeneiner Die Trapp
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