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14 gennaio 2012

La talpa

Un film di Tomas Alfredson. Con Gary Oldman, Kathy Burke, Benedict Cumberbatch, David Dencik, Colin Firth. Titolo originale Tinker Tailor Soldier Spy. Spionaggio, durata 127 min. - Gran Bretagna, Francia, Germania 2011. - Medusa uscita venerdì 13 gennaio 2012.

Locandina La talpa
Londra, 1973. Control, il capo del servizio segreto inglese, è costretto alle dimissioni in seguito all’insuccesso di una missione segreta in Ungheria, durante la quale ha perso la copertura e la vita l’agente speciale Prideaux. Con Control se ne va a casa anche il fido George Smiley, salvo poi venir convocato dal sottogretario governativo e riassunto in segreto. Il suo compito sarà scoprire l’identità di una talpa filosovietica, che agisce da anni all’interno del ristretto numero degli agenti del Circus: quattro uomini che Control ha soprannominato lo Stagnaio, il Sarto, il Soldato e il Povero.
John Le Carré, prima di diventare uno dei massimi esponenti della letteratura di spionaggio, è stato dipendente del MI6 e ha effettivamente visto la propria carriera interrompersi a causa di un agente doppiogiochista al soldo del KGB. Di questa trasposizione per il grande schermo Le Carrè stesso ha dichiarato: “sono orgoglioso di aver consegnato ad Alfredson il mio materiale, ma ciò che ne ha realizzato è meravigliosamente suo”, e non potrebbe esserci verità più lampante e gradita.
Meno rispondente, forse, al sapore del libro ricreato in sede televisiva trent’anni fa con un grande Alec Guinnes e il plauso incondizionato dell’autore, la Talpa di Alfredson soffrirebbe dentro qualsiasi schermo più piccolo di quello cinematografico. Perché è di un gran film che si tratta, di quel genere di film che è reso tale dalla perfezione delle parti e da qualcosa di più.
Visivamente impeccabile -elegante e vivido al punto che si sentono l’odore della polvere sui mobili, il leggero graffiare del tessuto dei cappotti, il fumo delle sigarette, l’umido, i sospiri-, il film ha una delicatezza che non si direbbe possibile sulla carta, parlato moltissimo com’è, da attori dal peso specifico enorme (dei quali il recentemente oscarizzato Colin Firth è in fondo il meno impressionante).
Lo Smiley di Gary Oldman è il più leggero ed immenso, col passo felpato e il cuore gonfio, non si sa se più fragile o più terrorizzante, impossibile cioè da “catturare” in un’impressione univoca. Qualcuno che confonde: un virtuoso del proprio mestiere di segreto ambulante.
Ma il vero valore aggiunto del film, il tocco che quasi riscrive il genere di appartenenza di questa pellicola, è il suo cuore sentimentale, addirittura romantico. Trattenuto, imploso, mostrato per piccoli indizi, quasi fossero distrazioni, il sentimento amoroso (tragico ma vitalissimo) è ciò che scalda il film di Alfredson da cima a fondo: il punto debole che fa la sua forza, il dettaglio che fa la sua grandezza.

27 dicembre 2011

Spy Game

Un film di Tony Scott. Con Robert Redford, Brad Pitt, Catherine McCormack, David Hemmings, Stephen Dillane. Spionaggio, durata 126 min. - USA 2001.

Locandina Spy Game
Nathan Muir (Redford) è un agente CIA all'ultimo giorno prima della pensione. Tom Bishop (Pitt) è una sorta di suo delfino. Vediamo nell'antefatto Bishop che cerca di evadere da una prigione cinese, senza riuscirci. A Langley, sede della CIA, Muir viene coinvolto nella misteriosa unità di crisi che riguarda il suo più giovane collega. I capi non vogliono però dirgli come stanno le cose. Ma Muir, vecchia volpe, le intuisce: Bishop verrà abbandonato al proprio destino per non creare un caso internazionale che possa compromettere un importante accordo fra USA e Cina. Nel frattempo attraverso flash back come scatole cinesi abbiamo visto i due in azione in Vietnam e in Libano. Il nodo principale, alla fine, riguarda una donna, della quale Bishop è innamorato. Muir rinuncerà ai "risparmi di una vita" per liberare il suo amico con un'azione "privata". Coppia bene assortita Redford e Pitt. Il primo sembra il personaggio dei Tre giorni del Condor 25 anni dopo. Pitt è sempre lui: maledetto, ostico e masochista. Ormai non c'è film dove non venga sfigurato dalle gran botte. Scott, lo sappiamo, è bravino, anche se non ha perso il vizio di giocare troppo con la camera. Poteva andar meglio.

1 dicembre 2011

Sotto il segno del pericolo

Un film di Phillip Noyce. Con Anne Archer, Harrison Ford, James Earl Jones, Willem Dafoe, Benjamin Bratt. Titolo originale Clear and Present Danger. Spionaggio, durata 141 min. - USA 1994

Locandina Sotto il segno del pericolo
Dal romanzo (1989) omonimo di Tom Clancy, sceneggiato da D. Stewart, S. Zaillan e J. Milius. Ritorna, dopo Giochi di potere, Jack P. Ryan (Ford, che qui incarna un simbolo più che un personaggio), onesto, animoso e patriottico vicedirettore della CIA che, indagando sul traffico di droga in Colombia, ne scopre i nessi di corruzione con gli alti livelli dell'amministrazione statunitense. Ridondante nei dialoghi, con mosce sequenze d'azione, un gran finale annunciato pomposamente più volte, qualche sarcasmo verso politici parolai e inetti capi di stato. Seguito da Al vertice della tensione.

7 settembre 2011

Spy Game

Un film di Tony Scott. Con Robert Redford, Brad Pitt, Catherine McCormack, David Hemmings, Stephen Dillane. Spionaggio, durata 126 min. - USA 2001.

Locandina Spy Game