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23 gennaio 2012

Underworld - Il risveglio 3D

Un film di Måns Mårlind, Björn Stein. Con Kate Beckinsale, Stephen Rea, Michael Ealy, Theo James, India Eisley. Titolo originale Underworld: Awakening. Azione, durata 88 min. - USA 2012. - Sony Pictures uscita venerdì 20 gennaio 2012.

Locandina Underworld - Il risveglio 3D
Dodici anni dopo l'eccidio che il genere umano ha operato contro vampiri e lycan, Selene si risveglia dalla lunga ibernazione con la quale era tenuta prigioniera dall'azienda biotecnologica Antigen e scopre di aver dato alla luce una figlia. Nata dalla relazione della madre con l'amatissimo Michael, Eve è dunque la prima giovane donna ibrida, con sangue di vampiro e di lycan co-presenti nel patrimonio genetico e poteri eccezionali ancora da scoprire. Eppure, proprio grazie a lei, anche i nemici si sono potenziati e le due si ritroveranno a combattere il più feroce antagonista della saga, un super Lycan geneticamente modificato.
Questa la premessa, che sostanzialmente esaurisce tutta la narrazione rintracciabile nel testo del film, poiché il resto del suo svolgimento è una variazione sul tema unico della lotta, armata o bruta a seconda dei casi ma comunque ultra violenta, lungo una scaletta di livelli che sono geograficamente quelli del palazzo della compagnia biotech e idealmente quelli del videogioco, genere con il quale Underworld intrattiene un rapporto di mutuo soccorso e nutrimento.
Questo quarto capitolo, in occasione del quale la regia passa ad un duo di svedesi specializzati in thriller, si configura come un sequel del sequel (Evolution) e non del prequel del 2009, ma non aggiunge nulla di rilevante sul piano della mitologia delle creature immaginarie in campo né sfrutta appieno le precedenti invenzioni a disposizione, come il “dono” di Corvinus grazie al quale la protagonista può uscire alla luce del sole (o meglio: accade, ma senza un valore né una necessità narrativa, forse solo per evitare che l'oscurità portata dal 3D si aggiunga a quella della notte.) Hanno spazio, invece, due tipi di divertimento: quello puramente ludico, appunto, favorito dall'accompagnamento musicale adrenalinico, dai virtuosismi acrobatici della Beckinsale e dall'aumentare progressivo delle dimensioni della sfida, e quello più disincantato e ironico, per cui non si può non ridere di un'attrice che non chiude mai la bocca (plausibilmente per una questione di dentatura finta, utilizzata in chiave sexy). Più in astratto, fanno sorridere e riflettere gli ingredienti di questa serie (e di molte altre simili) che mescolano horror sanguinolento e mélo usurato come si trattasse di soap-operas in latex nero. Della soap, tra le altre cose, Underworld 4 ripropone senza modifiche l'idea di lunga serialità (superando la formula della trilogia) e, naturalmente, il finale aperto.

MacGruber

Un film di Jorma Taccone. Con Val Kilmer, Bill Hader, Kristen Wiig, Ryan Phillippe, Maya Rudolph. Azione, - USA 2010.

Locandina MacGruber
Nei dieci anni dall'uccisione della sua fidanzata, l'agente speciale MacGruber ha giurato per la vita di combattere il crimine con le sue sole mani. Ma quando scopre che il suo paese ha bisogno di lui per trovare una testata nucleare che è stata rubata dal suo acerrimo nemico Dieter Von Cunth, MacGruber scopre di essere l'unico duro abbastanza per il lavoro. Dopo aver assemblato un team di esperti: il tenente Dixon Piper e Vichi St. Elmo, MacGruber navigherà tra un'armata di assassini per cacciare Cunth e portarlo alla giustizia. I suoi metodi possono sembrare non ortodossi, le sue scene del crimine potrebbero diventare disordinate, ma se si vuole salvare bene il mondo, si chiama MacGruber.

5 gennaio 2012

La linea

Un film di James Cotten. Con Ray Liotta, Andy Garcia, Armand Assante, Esai Morales, Kevin Gage. Azione, durata 95 min. - Messico, USA 2009.

Locandina La linea
Il film è la trasposizione cinematografica della vita di Arellano Felix, famoso narcotrafficante padrone del Cartello di Tijuana sulla cui testa pendeva una taglia di 5 miliardi di dollari ma che in realtà collaborava con la C.I.A per impedire l’entrata nel commercio della coca dei terroristi afgani . Andy Garcia interpreta il padrone del cartello che però, malato di cancro ai polmoni e in fin di vita, lascia le redini della famiglia al suo più fido collaboratore il quale entra subito in contrasto con il figlio di Garcia che si sente usurpato dal trono. Tra i due inizia una guerra a base di cecchini e violenza e soprattutto di contatti con i narcotrafficanti afgani che sono arrivati in Messico per iniziare il loro affare col cartello di Tijuana. Uno dei cecchini assoldati per uccidere il braccio destro di Garcia , Ray Liotta, incontrerà una prostituta della quale si innamora ma le cose non andranno a buon fine.

13 Assassini

Un film di Takashi Miike. Con Kôji Yakusho, Yusuke Iseya, Tsuyoshi Ihara, Takayuki Yamada, Sosuke Takaoka. Titolo originale Juusan-nin no shikaku. Azione, Ratings: Kids+16, durata 141 min. - Giappone, Gran Bretagna 2010. - Bim uscita venerdì 24 giugno 2011.

Locandina 13 Assassini
Erano anni che Takashi Miike lavorava al suo jidai geki – equivalente nipponico del genere "cappa e spada", sovente ambientato nel periodo Tokugawa - con una cura maniacale per il dettaglio che ben conosce chi ama l'autore di Gozu. Quando Miike decide di indossare i panni "seri" (evento che capita assai di rado, visto che ogni anno gira un paio di eccessi camp, horror oppure trasposizioni di manga), per di più cimentandosi con il remake di un maestro – ieri Graveyard of Honor di Fukasaku Kinji, oggi Thirteen Assassins di Eiichi Kudo (1963) – l'iconoclasta della macchina da presa diviene modernizzatore, con immenso rispetto, della tradizione; e il capolavoro è nell'aria. Ogni inquadratura di 13 Assassinssembra il frutto di un lungo e meticoloso lavoro di ricerca del frame perfetto: dolly quando è il caso di utilizzarli, primi piani e controcampi fluidi e mai gratuiti, scene corali coreografate all'esatto punto di incontro tra la tradizione jidai geki e il western di Peckinpah. Con aggiunta di un dinamismo tutto contemporaneo, che emerge prepotentemente nelle gesta dell'assassino "scemo" o nella sequenza in cui il virtuoso dei ronin utilizza una dozzina di katana per sconfiggere gli uomini dell'empio Naritsugu; proprio ilvillain incarna la summa del Male secondo il Takashi Miike-pensiero, perversa macchina sadomasochista di distruzione (come in una riedizione del Kakihara di Ichi the Killer) che in fondo anela ad affrontare e poi abbracciare l'estremo dolore della morte.
L'assurda carneficina di innocenti causata dalle manie di Naritsugu non può che preludere al tramonto di una società basata sul rispetto cieco delle gerarchie e del diritto di nascita, introducendo il Giappone all'età moderna. Nella parte dello ieratico leader degli assassini, invece, un Koji Yakusho per cui gli aggettivi da sprecare sono esauriti. In totale, un Miike come non se ne vedevano da tempo e forse come non si sperava di vederne più.

27 dicembre 2011

Sherlock Holmes - Gioco di ombre

Un film di Guy Ritchie. Con Robert Downey Jr., Jude Law, Noomi Rapace, Stephen Fry, Jared Harris. Titolo originale Sherlock Holmes: A Game of Shadows. Azione, durata 129 min. - USA 2011. - Warner Bros Italia uscita venerdì 16 dicembre 2011.

Locandina Sherlock Holmes - Gioco di ombre
Bombe di supposta matrice anarchica esplodono a Strasburgo e a Vienna, uno scandalo investe un magnate indiano del cotone mentre un industriale americano dell'acciaio muore misteriosamente. Eventi casuali, senza connessione? Non secondo Sherlock Holmes, che ha intuito dietro a tutto ciò un piano criminale, ideato dal professor Moriarty, uomo dall'intelligenza sopraffina e privo di qualsiasi coscienza morale. Holmes strappa dunque Watson alla sua luna di miele con Mary e lo trascina a Parigi, in Germania e infine in Svizzera. La partita a scacchi con Moriarty è tesissima, la posta in gioco niente meno che il corso della Storia.
Ora che non deve più preoccuparsi di presentare i personaggi, o meglio di illustrare la loro rilettura, Guy Ritchie ha la possibilità di divertirsi e – questa è la buona notizia - lo fa senza scrupoli. Se è vero che sostanzialmente non cambia squadra, smuove però le fondamenta, chiamando alla sceneggiatura i coniugi Mulroney, che sono quanto di più interessante in giro. Così, messe al bando le lungaggini e le complicazioni gratuite, la soluzione del caso non è più accessoria, la noia non si presenta, mentre si affaccia una maggior considerazione dei sentimenti, che scalda a puntino il film. Accade ciò che era accaduto, per esempio, con Hellboy (più o meno per le stesse ragioni), ovvero che la seconda avventura, sapendo superare i problemi della prima, raggiunge un livello più alto, decisamente buono. Numerose sono le invenzioni visive del film, al punto che i flashforward sincopati che precedono le mosse d'azione di Holmes, per quanto giustificati dal metodo e dalle caratteristiche del personaggio (e, a questo punto, anche dalla continuità dovuta al capitolo uno), sono in fondo la trovata più banale e scontata. Preziosissima, invece, per rendere la miscela più frizzante, è l'introduzione del fratello maggiore di Sherlock, Mycroft Holmes, interpretato dal grande Stephen Fry. Giocato per lo più sull'elemento del travestimento, con una puntata speciale nel travestitismo esplicito (Watson trascorre la prima notte di nozze con Holmes e l'amplesso c'è eccome, travestito da colluttazione) e una nella chirurgia plastica, il film non dimentica che spesso non c'è costume più efficace del nudo integrale, specie se indossato da un gentleman della comicità britannica come Fry.
L'intesa attoriale tra Robert Downey Jr. (il cui Holmes è tra le migliori figure postmoderne del cinema recente) e la spalla Jude Law è evidente e fortunata e i dialoghi la servono bene e con misura, senza bisogno di salire sopra le righe. L'ambientazione storica esplosiva e la varietà di ambienti suggestivi, dal camerino della cartomante al castello vampiresco sull'orlo del precipizio, forniscono uno sfondo opportunamente avventuroso, ma le sorprese più belle si nascondo nel tranquillo e borghese domicilio di Londra. Perché, parola di Conan Doyle, "Non c'è nulla di più innaturale dell'ovvio".

16 dicembre 2011

The Stickup - Il Colpo Perfetto

Un film di Rowdy Herrington. Con James Spader, Leslie Stefanson, David Keith, John Livingston, Robert Miano. Titolo originale The Stickup. Azione, durata 95 min. - USA, Canada 2001

Locandina The Stickup - Il Colpo Perfetto
Un uomo sta fuggendo su una strada statale dopo che una rapina è stata compiuta in una banca della cittadina di Vedalia, California. Lo inseguono due vicesceriffi, Ray DeCarlo e Tommy Meeker. L’inseguito è il detective dell’FBI di Los Angeles John Parker il quale la sera prima ha avuto un intimo rendez-vous con l’infermiera Natalie Wright ex moglie di DeCarlo. John viene ferito e sarà Natalie a decidere di curarlo pensando al contempo alla passione e al denaro.
Rowdy Herrington che aveva esordito alla regia nel 1988 con Jack’sBack, protagonista James Spader, torna a collaborare con lui sfruttando l’ambiguità che i personaggi interpretati dall’attore hanno acquisito con il tempo. Costruisce un clima da noir di annata (vedi il primo colloquio (e non solo quello) tra Natalie e John) realizzando un film a basso budget che porta in decentramento corruzione, sensi di colpa e voglia di far bene (il simpatico ruolo del detective alle prime armi interpretato da John Livingston). Ovviamente in questi casi (e senza volere con questo rovinare il gusto della sorpresa) la verità ha molteplici sfaccettature che emergeranno progressivamente in un film ben scritto e ben interpretato che però non va al di là (ma non era il suo compito) di una trama complessa al punto giusto e di una messa in scena da tvmovie di buon livello.

28 novembre 2011

Immortals 3D

Un film di Tarsem Singh. Con Henry Cavill, Stephen Dorff, Luke Evans, Mickey Rourke, Freida Pinto. Titolo originale Immortals. Azione, Ratings: Kids+16, durata 110 min. - USA 2011. - 01 Distribution uscita venerdì 11 novembre 2011.

Locandina Immortals 3D
Re Iperione ha un progetto folle: liberare i Titani. Siamo nel 1200 a.C., gli dei dell'Olimpo da tempo immemore hanno sconfitto i Titani e li hanno rinchiusi nel monte Tartaro, solo l'arco forgiato da Marte potrà liberarli. Nessuno però sa dove sia nascosto e solo una veggente potrebbe rivelarlo.
Tra Iperione e la veggente sta però Teseo, figlio bastardo, ripudiato dalla propria città, ma pronto a battersi contro l'uomo che davanti ai suoi occhi ha sgozzato la madre. Il suo asso nella manica è che nonostante non lo sappia nemmeno lui, Teseo da quando è bambino è stato in realtà addestrato da Zeus in persona.
Dell'ispirazione epica, dei personaggi realmente raccontati nei miti greci e della titanomachia, da cui Immortals prende le mosse, è inutile parlare per fare improbabili confronti, a Tarsem Singh non interessa certo l'aderenza al mito. Tutto è piegato alle esigenze di un racconto che rende moderno l'intreccio e americani (nei gesti, nelle movenze, nelle parole, nelle azioni, nelle decisioni e nella morale) i personaggi che portano nomi classici. Ma la contraddizione di Immortals è proprio di rifiutare il mito a livello di racconto e cercare l'epica nella forma.
Il punto di forza del film infatti sta da un'altra parte, in quell'idea (promossa da 300 e qui replicata fedelmente) che una dimensione realmente epica debba essere visivamente straniante e, nello specifico, pittoricamente alterata in postproduzione. Il risultato è stupefacente e capace di andare anche oltre il modello originale (300, non i miti greci) per inventiva, gusto grafico e audacia. In questo senso funziona moltissimo un 3D ben calibrato e aiutato da riprese e angolature che esaltano la prospettiva.
Ma se il film tratto dalla graphic novel di Frank Miller aveva un contenuto che procedeva di pari passo alla propria forma, se cioè sapeva ritrarre un mondo dai valori altamente fuori dal tempo (e per questo altamente epici) con un'estetica di egual arroganza, questo Immortals somiglia di più a uno Scontro tra titani (sia l'originale che il remake).
Stesso vale per gli attori, invece che essere irriconoscibili, per mimesi e aderenza al contesto, sono fin troppo evidenti i volti di Mickey Rourke, Freida Pinto ed Henry Cavill, maschere moderne addobbate con abiti e con un trucco che suonano sempre irrimediabilmente fasulli.
Alla fine per Immortals va davvero rispolverata l'abusata metafora che accosta i film ben realizzati ma poveri di contenuti a spot pubblicitari, perchè stavolta il volto degli attori è utilizzato per essere notato e riconosciuto invece che per mescolarsi al resto degli elementi.

Real Steel

Un film di Shawn Levy. Con Hugh Jackman, Evangeline Lilly, Dakota Goyo, Anthony Mackie, Kevin Durand. Azione, Ratings: Kids+13, durata 127 min. - USA 2011. - Walt Disney uscita venerdì 25 novembre 2011.

Locandina Real Steel
In un futuro non troppo lontano il pugilato non è più una questione umana, a combattere sono dei robot manovrati dai loro tecnici. Com risultato gli incontri sono molto più efferati e di successo. Un ex-pugile caduto in disgrazia, e ora condannato a far combattere robot scassati in incontri di bassa lega, viene forzatamente riconciliato con il figlio di 11 anni dopo la morte della madre che lo aveva in affido. Con lui troverà e rimetterà in sesto un modello vecchissimo di robot-pugile che si rivelerà un'arma formidabile per farsi strada nel mondo della boxe robotica e per riunire padre e figlio alla luce di una passione comune.
Più che aver adattato "Steel" (racconto di Matheson già diventato un episodio della serie classica di Ai confini della realtà) sembra che Shawn Levy e il team di Real steel abbiano voluto cavalcare la moda dei robottoni al cinema, utilizzando il nome di Matheson come investitura intellettuale. Perchè dei temi e della storia del pugile che si finge macchina in un futuro distopico c'è proprio poco in questo film, che invece ha tutto il sapore dei prodotti disneyani (anche se la casa di Topolino non ha prodotto ma solo distribuito).
Con un'ambientazione molto più radicata nell'America profonda (fiere di paese, camion, Texas, covoni di fieno...), una tematica che alla filosofia sostituisce i valori familiari e la volontà di raccontare una storia poco originale di seconde occasioni e trionfi sportivi che coincidono con riconciliazioni umane, Real steel riesce comunque ad essere uno degli esempi più solidi di una categoria solitamente deludente come quella del "cinema per famiglie".
Inutile cercare le asperità, le implicazioni umane e le metafore dirette richiamate dall'idea di una società che mette dei robot di forma umanoide a combattere sul ring fino alla mutilazione per il sollazzo del pubblico, Real steel pensa ad altro. In questo senso funziona molto il rapporto a due padre/figlio tra Hugh Jackman e Dakota Goyo, che singolarmente non brillano ma insieme riescono a dar vita a un gioco di sguardi, speranze e battibecchi degno di una sofisticata commedia sentimentale.
Il vero salto qualitativo il film però lo fa quando decide di immaginare i suoi incontri tra robot tanto come evoluzione del pugilato, quanto come evoluzione dei videogiochi. Senza cedere nulla alla sofisticazione o a ragionamenti troppo contorti, Levy costruisce la sua storia di riscossa dando per scontata una realtà, quella dell'intrattenimento videoludico come disciplina della mente, arte raffinata di cuore e volontà e campo di gioco dotato di pari dignità rispetto allo sport.
In questo modo, oscillando tra l'odissea familiare di Over the top, l'incontro finale di quasi tutti i Rocky (un avversario russo, la resistenza durante l'incontro per esplodere alla fine, il nome urlato dopo il gong) e suggestioni da altro cinema per l'infanzia (il robot protagonista ha le fattezze del Gigante di ferro di Brad Bird), il film raggiunge più di quanto non sembri essersi prefisso e il suo "vero acciaio" riesce addirittura a commuovere, anche quando è stretto tra product placement e ammiccamenti ruffiani.

25 novembre 2011

Attacco al potere

Un film di Edward Zwick. Con Annette Bening, Denzel Washington, Bruce Willis, Sami Bouajila, Tony Shalhoub. Titolo originale The Siege. Azione, durata 113 min. - USA 1998.

Locandina Attacco al potere
Il Presidente Clinton, dopo l'attentato al World Trade Center, promette durezza nei confronti dei terroristi. Si aprono due indagini parallele: da un lato il capitano Hubbard dell'FBI e dall'altro l'agente segreto della CIA Elise Kraft. Mentre le indagini proseguono altri attentati colpiscono New York e il generale Devereaux ha buon gioco nell'imporre le maniere forti facendo saltare le garanzie costituzionali. Sarà Hubbard a metterlo in condizioni di non nuocere riuscendo al contempo a fermare i terroristi. Ancora il 'pericolo arabo' in un film d'azione che si pone il problema della difesa della legalità senza dimenticare la sicurezza dei cittadini. Denzel 'Buono' e Bruce 'cattivo' a confronto.

21 novembre 2011

Faster

Un film di George Tillman jr. Con Dwayne Johnson, Billy Bob Thornton, Oliver Jackson-Cohen, Jennifer Carpenter, Maggie Grace. Azione, durata 98 min. - USA 2010. - Sony Pictures uscita venerdì 15 aprile 2011.

Locandina Faster
Driver è appena uscito di prigione e immediatamente si mette all'opera per realizzare ciò che attendeva da tempo: la vendetta. Ha infatti aiutato suo fratello per una rapina al termine della quale un'altra banda si è impossessata del bottino e il congiunto è stato sgozzato. Ora Driver ha la lista degli assassini e li vuole eliminare uno alla volta. Sulle sue tracce c'è però Killer, un ex disabile ora omicida per hobby, che è stato ingaggiato al prezzo di un dollaro per eliminarlo. A seguire le tracce di entrambi troviamo Cop, un poliziotto tossicodipendente e ormai prossimo alla pensione. Al suo fianco c'è la collega Cicero che vorrebbe gestire l'indagine da sola.
Faster è uno di quei film che possono essere letti da due angolazioni diverse. Se si considera infatti che Dwayne ‘The Rock' Johnson , che aveva dimostrato di avere al proprio arco anche le frecce della commedia e dell'autoironia, si trova di nuovo a formare un blocco unico con il suo collo taurino interpretando un personaggio quasi monolitico il giudizio potrebbe essere non favorevole. Quanto un attore torna sui propri passi spesso lo fa perché pensa più alle cifre sull'assegno che non all'evoluzione della carriera.
C'è però un secondo modo di guardare al film di George Tillman jr. che compare nuovamente sui nostri schermi dopo il ritratto (riuscito) del rapper The Notorious B.I.G. La scelta stilistico-narrativa è infatti dichiarata esplicitamente: Tillman vuole fare uso di un buon numero di elementi consolidati del film d'azione in cui il motore è la vendetta per svelarne, facendo entertainment di buon livello, i meccanismi. Ecco allora che il guidatore spericolato (a cui nessuno deve aver insegnato a scuola guida come si fa un U-turn senza mettere a repentaglio la vita degli altri automobilisti) si chiama Driver. L'assassino dandy si chiama Killer e il poliziotto … Cop.
Non si potrebbe essere più chiari nell'indicare che questi sono ormai diventati dei ruoli stereotipi che si passano il testimone di film in film. Si tratta allora solo di decidere ‘come' portarli sullo schermo. In questo caso la sceneggiatura accentua le caratteristiche di ognuno salvo poi decidere di imprimergli delle varianti che sono comunque sempre motivate. Gli appassionati dell'action movie avranno di che essere soddisfatti anche perché stimolati a chiedersi se ci si limiterà a costruire un percorso a tappe in cui ogni traguardo conterà un morto ammazzato o se ci sia altro ad aspettarli. L'attesa non sarà tradita.

17 novembre 2011

Warrior

Un film di Gavin O’Connor. Con Joel Edgerton, Tom Hardy, Jennifer Morrison, Frank Grillo, Nick Nolte. Titolo originale Warrior. Azione, Ratings: Kids+13, durata 139 min. - USA 2011. - M2 Pictures uscita venerdì 4 novembre 2011.

Locandina Warrior

Due fratelli che non si parlano e non si vedono da anni, un padre, artefice della disapora familiare a furia di botte e notti ubriache, e un gigantesco torneo di arti marziali miste con un primo premio di 5 milioni di dollari. Entrambi ex prodigi della lotta greco romana, perchè il padre-allenatore sebbene regalasse botte extra allenamento sapeva il fatto suo, i fratelli Conlon si ritrovano tra i migliori 16 del pianeta, coinvolti nel torneo che per ognuno dei due può essere la salvezza dal baratro (uno è un disperato autentico, l'altro un disperato con famiglia a carico a cui stanno levando tutto) senza aver risolto le loro questioni personali.
Gavin O'Connor in passato ha dimostrato di saperne di film sullo sport (Miracle) e di film sulle questioni familiari (Pride and glory), ora in Warrior riassume queste due tematiche, in uno sforzo di scrittura e messa in scena non indifferente che, specie nelle scene di lotta (le più difficili da restituire nella complessità d'azione e coinvolgimento personale nelle singole decisioni) nonostante l'uso di macchina a mano sembra guardare al più alto dei modelli, il padre di tutti i film di pugilato, l'inarrivabile Il sentiero della gloria.
Eppure per tutto il resto il vero punto fermo del regista/sceneggiatore è Rocky, cui viene riservato il trattamento rispettoso che si deve ai testi classici, come fosse Amleto. O'Connor ne replica i passaggi chiave e le interazioni fondamentali per adattare le sue dinamiche gutturali (la carne piegata da uno spirito e una volontà indomabili) ad una storia diversa (due fratelli separati e distrutti ognuno in maniera diversa da un padre ingiusto). I due protagonisti sono l'uno l'Adriana dell'altro e ogni personaggio interpreta un carattere o una funzione del testo di base. È cinema classico hollywoodiano, cinema di seconde occasioni, di buoni sentimenti e di perdenti che vogliono conquistare qualcosa, ma non suoni come una resa,Warrior è un film dalle alte aspirazioni, tra i più straordinari, sorprendenti e commoventi dell'anno.
Merito di una storia che regala più d'una sorpresa (di trama e di linguaggio) ma anche di tre interpreti scelti e amalgamati con sapienza su cui spicca non tanto il perfetto Nick Nolte, quanto il titanico Tom Hardy, un attore come se ne sono visti emergere pochi in questi anni, in grado in un pugno di primi piani finali di dispiegare sullo schermo un lavoro di silenzi portato avanti in tutto il film per guidare la carica verso l'esplosione emotiva.
Con le scene in interno riprese come in un film di Eastwood e quelle in esterna riprese come in uno di John G. Avildsen, O'Connor si dedica al ring riprendendo quello che questi due registi avevano già capito (e che mancava totalmente a Cinderella man o The fighter) cioè l'idea che il massimo della violenza sul ring nasca da una mistura dalle dosi raffinatissime di disperazione e tenerezza. Warrior è permeato da un senso di pietas mostruoso che schiaccia come un rullo tutte le diverse cadute di stile e leggerezze di cui pure il film è costellato.
Così quando l'opera giunge al suo climax fisiologico e le due storie parallele (miracolosamente scritte entrambe come le principali) si incrociano nel più ovvio degli scontri finali, O'Connor dà il suo massimo, superando anche il modello eastwoodiano per come lascia che il film non parli con la scrittura ma con il gesto. La presenza e l'azione dei corpi si fanno veicolo emotivo sostituendo la parola e attraverso la dura fisicità dei colpi i personaggi si relazionano come accade in uno scambio di battute. Senza tagli di montaggio esasperati ma con autentiche sequenze di lotta riprese a figura intera Warrior parla e commuove quasi senza bisogno di parole
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John Rambo

Un film di Sylvester Stallone. Con Sylvester Stallone, Julie Benz, Paul Schulze, Matthew Marsden, Graham McTavish. Titolo originale Rambo. Azione, durata 93 min. - USA, Germania 2008. - Buena Vista uscita venerdì 22 febbraio 2008.

Locandina John Rambo

8 novembre 2011

The tomorrow series - Il domani che verrà

Un film di Stuart Beattie. Con Caitlin Stasey, Rachel Hurd-Wood, Lincoln Lewis, Deniz Akdeniz, Phoebe Tonkin. Titolo originale Tomorrow, When the War Began. Azione, durata 100 min. - USA, Australia 2011. - Eagle Pictures uscita venerdì 4 novembre 2011.

Locandina The tomorrow series - Il domani che verrà

28 ottobre 2011

Today You Die

Un film di Don E. FauntLeRoy. Con Steven Seagal, Sarah Buxton, Mari Morrow, Nick Mancuso, Robert Miano. Azione, durata 92 min. - USA 2005.

Locandina Today You Die

The Guardian

Un film di Andrew Davis. Con Kevin Costner, Ashton Kutcher, Melissa Sagemiller, Bonnie Bramlett, Clancy Brown, Sela Ward. Azione, durata 100 min. - USA 2006. - Eagle Pictures uscita venerdì 19 gennaio 2007.

Locandina The Guardian

21 ottobre 2011

Super

Un film di James Gunn. Con Rainn Wilson, Ellen Page, Liv Tyler, Kevin Bacon, Gregg Henry. Azione, Ratings: Kids+16, durata 96 min. - USA 2010. - M2 Pictures uscita venerdì 21 ottobre 2011.

Locandina Super

1 ottobre 2011

Due cavalieri a Londra

Un film di David Dobkin. Con Jackie Chan, Owen Wilson, Fann Wong, Aaron Johnson, Aidan Gillen. Titolo originale Shanghay Knights. Azione, durata 114 min. - USA 2003.

Locandina Due cavalieri a Londra

28 settembre 2011

Drive

Un film di Nicolas Winding Refn. Con Ryan Gosling, Carey Mulligan, Bryan Cranston, Albert Brooks, Ron Perlman. Titolo originale Drive. Azione, Ratings: Kids+16, durata 95 min. - USA 2011. - 01 Distribution uscita venerdì 30 settembre 2011.

Locandina Drive

24 settembre 2011

Maximum Risk

Un film di Ringo Lam. Con Jean-Claude Van Damme, Natasha Henstridge, Zach Grenier, Jean-Hugues Anglade Avventura, durata 100 min. - USA 1996.

Locandina Maximum Risk

26 agosto 2011

Professione Assassino

Un film di Simon West. Con Jason Statham, Ben Foster, Donald Sutherland, Jeff Chase, Christa Campbell. Titolo originale The Mechanic. Azione, Ratings: Kids+16, durata 92 min. - USA 2011. - 01 Distribution uscita mercoledì 24 agosto 2011.

Locandina Professione Assassino