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23 gennaio 2012

L'ora nera

Un film di Chris Gorak. Con Emile Hirsch, Olivia Thirlby, Max Minghella, Rachael Taylor, Joel Kinnaman. Titolo originale The Darkest Hour. Thriller, Ratings: Kids+13, durata 89 min. - USA 2011. - 20th Century Fox uscita venerdì 20 gennaio 2012.

Locandina L'ora nera
Atterrati a Mosca con la prospettiva di vendere un'innovativa applicazione per telefoni cellulari a dei magnati russi, i due giovani programmatori Sean e Ben scoprono che un collega svedese si è appropriato dell'idea e ha concluso l'affare prima di loro. Per consolarsi, decidono di passare la serata in uno dei locali più glamour della capitale, dove stringono amicizia con due turiste americane. Fra una vodka e l'altra, all'improvviso la città viene paralizzata da un gigantesco black out e dal cielo cominciano a scendere degli strani fasci di luce. Una volta toccata la terra, questi bagliori si fanno invisibili e iniziano a disintegrare uno ad uno tutti gli umani che si trovano di fronte, seminando in tutta la città panico e distruzione.
C'è un proverbio inglese che dice: “The darkest hour is just before dawn” (“L'ora più nera è quella che precede l'alba”). È un modo poetico per dire che c'è sempre un barlume di speranza anche nelle situazioni peggiori. Ma è anche una buona sintesi per comprendere il tipo di intrattenimento che offre L'ora nera: classico b-movie che, in fondo al buio pesto della sua trivialità, rivela qualche scintilla d'ironia e qualche guizzo di intelligenza. E che chiede ben presto di non fermarsi alla sua superficie grossolana e ai suoi personaggi ai limiti del sopportabile, ma di cogliere dietro a quell'ingenuità catastrofica un insieme di riferimenti godibili alla fantascienza del passato e alla cultura giovanile del presente.
Non è certamente un caso, infatti, se uno dei generi che ha catalizzato per anni le paure anti-sovietiche nella cultura popolare americana decida di sbarcare proprio in Russia. Così come pare un curioso contrappasso che “le cose” venute dallo spazio attacchino una capitale dominata da marchi e loghi di multinazionali in variante cirillica, o che a garantire la sopravvivenza della specie siano alla fine dei vecchi sottomarini della Guerra Fredda. Il fatto è che in questa sorta di Blob dell'era digitale e post-comunista, gli alieni non sono neanche più interessati agli umani. Niente masse gelatinose e antropofaghe, né forze extra-terrestri decise a sostituirsi a noi mentre dormiamo. Solo una serie di fasci invisibili sensibili ai conduttori elettromagnetici e interessati a nutrirsi di tutti quegli elementi che alimentano la nostra tecnologia.
Per questo la tecnologia è ovunque ne L'ora nera: dalle application per gli smartphone fino a un campo di battaglia finale delimitato da dei telefoni cellulari. Perché solo nel buio della fantascienza per adolescenti più dozzinale si può realizzare un tale nuovo corto circuito fra vecchi immaginari. Lo sa bene Timur Bekmambetov (WantedI guardiani della notte) che, dopo aver riscritto in ipotetica versione orrorifica l'impresa dell'Apollo 18, si conferma produttore di sottogeneri retrospettivi che guardano alla competizione fra sovietici e americani come a un lungo b-movie da drive-in.
In questo nuovo contesto, i mostri diventano quelli che cercano di espropriarci delle nuove tecnologie, contro i quali l'unico rimedio per proteggersi è schermarsi dietro una teca di vetro. O, ancora meglio, dentro un Apple Store.

Costretti a uccidere

Un film di Antoine Fuqua. Con Mira Sorvino, Chow Yun-Fat, Michael Rooker, Jürgen Prochnow Titolo originale The Replacement Killers. Thriller, durata 86 min. - USA 1988.

Locandina Costretti a uccidere
Quando si rifiuta di uccidere un poliziotto padre di famiglia, sicario diventa il bersaglio mobile per i suoi mandanti criminali. Nella fuga lo soccorre una vispa falsaria. 1° film USA per Chow Yun Fat, scattante e atletico divo del cinema d'azione di Hong Kong. Mal servito da un copione che è una sagra dei luoghi comuni, delude anche lui. Il suo compatriota John Woo, regista di non pochi meriti, figura come produttore esecutivo. Film di serie B a tutti i livelli.

14 gennaio 2012

Non avere paura del buio

Un film di Troy Nixey. Con Katie Holmes, Guy Pearce, Bailee Madison, Alan Dale, Jack Thompson. Titolo originale Don't Be Afraid of the Dark. Thriller, durata 99 min. - USA, Australia 2011. - Lucky Red uscita venerdì 13 gennaio 2012.

Locandina Non avere paura del buio
Un sinuoso movimento di macchina ci accompagna al di là del cancello di un maniero vittoriano: dopo aver compiuto un tremendo omicidio, un uomo viene inghiottito da una fornace. Un secolo dopo, la piccola Sally è in volo per raggiungere il padre Alex e la sua giovane fidanzata Kim, che hanno da poco concluso proprio il restauro di quella vecchia casa dove abiteranno temporaneamente in prospettiva di una futura vendita. Poco incline ad accettare la compagna del genitore, la bambina scopre uno scantinato in cui, senza volerlo, libera una terribile forza pronta a trascinarla nell'oscurità.
Remake di un horror televisivo diretto nel 1973 da John Newland, Non avere paura del buio segna l'esordio nel lungometraggio di Troy Nixey, comic book artist divenuto pupillo del produttore e sceneggiatore Guillermo Del Toro, vero deus ex machina dell'operazione. Stando ben attento alla consonanza con la propria marca autoriale, infatti, il cineasta messicano espande la storia del teleplay originale e cambia il punto di vista, non più riferibile ad un adulto come nel titolo prodotto dalla ABC, ma ad una bambina introversa e per di più fotografata in un difficile momento di transizione.
Ad una prima visione, la pellicola è fortemente impregnata degli stessi umori del suo immaginario, a cominciare dalla scelta di indagare un mondo dell'infanzia che – in maniera uguale e diversa ai precedenti di La spina del diavolo (2001) e Il labirinto del fauno (2006) – si oppone a quello realistico dell'età adulta fino all'inaspettata convergenza precedente alla messa in crisi finale dei due fronti.
Differentemente dai titoli personalmente firmati da Del Toro, però, il gusto del macabro qui appare scollato da una costruzione narrativa eccessivamente scolastica dove a lungo andare mancano l'insistenza sul dettaglio, l'apertura verso l'ignoto e l'evocazione del vero mistero. Agli occhi della piccola protagonista quelle forze oscure che, rimaste recluse per decenni, tornano assetate di corpi hanno un aspetto non troppo diverso dalla volgarità dei conteggi economici degli adulti. Riuscito soprattutto a livello visivo, il film di Troy Nixey difetta insomma di quell'autentico amore per il mostruoso che rende le nerissime fiabe dirette dal talentuoso produttore-sceneggiatore qualcosa di più di semplici racconti d'intrattenimento.
Esplicitamente citato dal bibliotecario che mostra a Kim un lotto di dipinti segreti, lo scrittore gallese Arthur Machen, per cui fate e gnomi non erano solo innocui parti della fantasia, è una delle passioni di Del Toro oltreché fonte teorica e summa di molto suo cinema.

The Butterfly Effect 2

Un film di John R. Leonetti. Con Eric Lively, Erica Durance, Gina Holden, Dustin Milligan, David Lewis. Thriller, durata 92 min. - USA 2006.

Locandina The Butterfly Effect 2
Nick Larson, la sua fidanzata Julie e i loro due migliori amici festeggiano il compleanno di Julie con una bella escursione al lago. Nick però viene richiamato da un collega per un problema al lavoro, da cui dipende la sua promozione. A malincuore decidono di lasciare il lago e tornare a casa; durante il viaggio di ritorno i ragazzi, con Nick al volante, hanno un incidente nel quale tutti perdono la vita, mentre lui si salva miracolosamente. Un anno dopo, Nick scopre un modo per tornare indietro nel tempo e rimediare all'accaduto, ma con tragiche conseguenze per il futuro.

21 dicembre 2011

The Son of No One

Un film di Dito Montiel. Con Channing Tatum, Al Pacino, Juliette Binoche, Ray Liotta, Katie Holmes. Thriller, durata 95 min. - USA 2011.

Locandina The Son of No One
Un giovane poliziotto viene assegnato ad una zona del quartiere della classe operaia in cui è cresciuto, ma un antico segreto minaccia di distruggere la sua vita e la sua famiglia.

Deathgames - Arena

Un film di Jonah Loop. Con Samuel L. Jackson, Kellan Lutz, James Remar, Daniel Dae Kim, Derek Mears. Thriller, - USA 2011.


David Lord viene rapito e costretto a partecipare nel selvaggio mondo di una moderna arena di gladiatori, dove gli uomini combattono fino alla morte per il divertimento delle masse online. 
Jackson interpreta l'organizzatore del gioco, che segue i gladiatori attraverso il suo computer con l'aiuto di due gemelle che esaudiscono ogni suo desiderio.

Rapimento e riscatto

Un film di Taylor Hackford. Con Meg Ryan, David Caruso, Russell Crowe, Pamela Reed, David Morse. Titolo originale Proof of Life. Thriller, durata 135 min. - USA 2000.

Locandina Rapimento e riscatto
L'ingegnere Peter Bowman viene rapito da un gruppo di guerriglieri andini. La società per cui lavora non paga il riscatto perché sta per essere assorbita da un'altra multinazionale. La moglie Alice si rivolge quindi a un negoziatore di professione. Mentre i contatti procedono con tutte le difficoltà del caso, tra i due nasce, quasi inavvertito, un sentimento. È successo anche sul set e Russell Crowe ha così fatto saltare uno dei matrimoni più collaudati di Hollywood: quello tra Meg Ryan e Dennis Quaid che durava da molti anni. Ora la storia è finita ma resta il film. Non è solo l'ennesimo thriller. Ha anche una sua tesi esplicita: i guerriglieri del Centroamerica non sono più degli idealisti utopici. Sono degli appartenenti a vere e proprie bande che organizzano sequestri per garantirsi la sopravvivenza.

10 dicembre 2011

1921- Il Mistero di Rookford

Un film di Nick Murphy. Con Rebecca Hall, Dominic West, Imelda Staunton, Lucy Cohu, John Shrapnel. Titolo originale The Awakening. Thriller, durata 104 min. - Gran Bretagna 2011. - Eagle Pictures uscita venerdì 2 dicembre 2011.

Locandina 1921- Il Mistero di Rookford
Siamo nel 1921, e l'Inghilterra è appena uscita schiacciata dal peso della Prima Guerra Mondiale. Nel Paese prolifera la tendenza all'evocazione degli spiriti dei caduti durante il conflitto, e la scrittrice Florence Cathcart si prodiga per smascherare i numerosi truffatori che tentano di lucrare sul dolore dei famigliari degli scomparsi. A casa della donna si presenta però un certo Robert Mallory, che la convince a visitare un vecchio collegio di campagna dove pare aleggiare il fantasma di un bambino. Dopo pochi giorni di indagini nella tenuta, Florence sembra aver risolto il mistero, proprio nel momento in cui fatti realmente inspiegabili cominciano ad ossessionare lei e tutti i piccoli studenti del collegio. Il confronto e soprattutto l'accettazione dell'esistenza del paranormale a questo punto appaiono inevitabili…
La sempre più bella Rebecca Hall torna in patria per girare la più classica delle ghost-story, diretta dall'esordiente al lungometraggio Nick Murphy. La cosa più importante che deve funzionare in un film di questo genere è l'ambientazione, e 1921- Il Mistero di Rookford dimostra fin dalle primissime inquadrature di aver centrato il bersaglio: un periodo storico come la Gran Bretagna degli anni '20 con i suoi costumi, la sua architettura e i suoi paesaggi sono uno sfondo perfetto per una storia di fantasmi. Il regista infatti sceglie con lucidità di lavorare sugli schemi specifici e collaudati dell'horror vecchio stile, sfruttando i giochi di luce, le camere scure, la luce incerta delle candele, i rumori delle vecchie porte cigolanti: insomma, tutto quel repertorio ancora così efficace ma che il cinema di oggi sembra aver purtroppo dimenticato. Il film rimanda direttamente alle storie gotiche, alla letteratura di Henry James o, per quanto riguarda i riferimenti cinematografici, a un film bellissimo come The Others di Alejandro Amenabar. L'atmosfera è decadente e misteriosa, la tensione aleggia, la paura arriva al momento giusto. Anche se abbiamo già visto tanti e tanti film del genere e quindi non si ha mai l'impressione che la storia di 1921- Il Mistero di Rookford rappresenti una novità, rimane però il fatto che l'operazione ha una sua coerenza interna innegabile e a livello puramente filmico funziona bene. Tornando alla Hall, l'attrice dimostra di saper tenere sulle spalle un film come vera protagonista. L'affiancano il solido Dominic West e la sempre grande Imelda Staunton.
In mezzo a tanto cinema dell'orrore che ultimamente propone soltanto sangue a catinelle ed effettacci gore totalmente gratuiti, una storia di fantasmi realizzata nel vecchio stile è un evento molto ben accetto. Quando poi il prodotto, seppur piccolo e senza troppe pretese, è confezionato con la giusta cura – da sottolineare anche l'efficacia di fotografia e musiche – allora la soddisfazione nel saltare sulla poltrona spaventati come si faceva una volta è anche maggiore.

Hypnosis

Un film di Davide Tartarini, Simone Julian Cerri Goldstein. Con Daniela Virgilio, Federigo Ceci, Narcisa Bonati, Alberto Mancioppi, Nicola Baldoni Thriller, durata 100 min. - Italia 2011. - Sommo Indipendent Movie uscita venerdì 24 giugno 2011.

Locandina Hypnosis
Impiegato in un grande multisala, Christian è un ragazzone gentile e riservato, ormai da anni in cura presso il dottor Moretti a causa di inquietanti allucinazioni e di una totale amnesia riguardante i suoi primi dieci anni di vita. Da poco tornata dagli Stati Uniti, Alice, sua amica d'infanzia nonché figlia dello psichiatra, gli presenta il compagno Isaia, brillante ricercatore americano che propone di fronteggiare il problema con un'innovativa terapia ipnotica video-documentata.
Per il loro film d'esordio, Davide Tartarini e Simone Cerri Goldstein scelgono un thriller paranormale con implicazioni visive da Japan Horror, qualche incursione nell'ex-glorioso genere nostrano e anche una lontana attinenza con il recente cinema in cui le videocamere la fanno da padrone. Insieme di elementi commercialmente appetibili, Hypnosis cerca di abbattere l'ostilità dimostrata dal sistema cinematografico italiano verso il fantastico, rifacendosi a paradigmi produttivi esteri così come a certi riconoscibili vezzi: la prima tumultuosa sequenza, il veloce scorrere del tempo sull'inquadratura fissa del multisala, soprattutto la sbrigativa coda ambientata all'interno dell'ospedale.
Nonostante le buone intenzioni dei realizzatori, però, il progredire della storia poco aggiunge alle premesse di un progetto che non sa sviluppare il suo potenziale e si perde dietro a momenti di discutibile efficacia orrorifica: ad esempio, il candido di cuore Christian che, una volta in trance, parla con una voce da posseduto lasciando interdetto lo spettatore. A differenza di una prima parte piuttosto piatta, quando il terzetto finisce nel tetro luogo dove potrebbe aver avuto luogo il trauma scatenante, si avverte la materia per qualche accenno di brivido, che arriva poi nella troppo breve camminata notturna nel cimitero. Escludendo alcuni momenti chiave francamente irrisolti e un finale che ammassa due o tre chiusure, i registi ingranano in parte la descrizione di un paesino spaventoso e incantato, retto da regole proprie dove con qualche accortezza in più quest'horror a piccolo budget avrebbe anche potuto prendere quota. La resa grafica delle riprese digitali risulta più che buona.

25 novembre 2011

Anonymous

Un film di Roland Emmerich. Con Edward Hogg, Vanessa Redgrave, David Thewlis, Rhys Ifans, Joely Richardson. Titolo originale Anonymous. Thriller, Ratings: Kids+13, durata 130 min. - Germania 2011. - Sony Pictures uscita venerdì 18 novembre 2011.

Locandina Anonymous
Shakespeare era veramente quello che crediamo? Se lo chiede un anziano su un palco teatrale e così facendo introduce l'inizio di una storia in costume che mette in scena una delle molte tesi sull'identità di questo autore.
Nell'Inghilterra cinquecentesca di Elisabetta I è disdicevole scrivere per il teatro se si è il duca di Oxford, così Edward De Vere paga un attore per assumere lo pseudonimo da lui inventato di Shakespeare e mettere in scena le sue opere spacciandole per proprie, così che possano finalmente essere rappresentate. Il successo è clamoroso, ma nell'ombra qualcuno trama ed è pronto a svelare il misterioso legame che lega il Duca alla regina.
La storia della vera paternità delle opere di Shakespeare è tra le meno note, invece quella di Anonymous è tra le più risapute, quella cioè di un film parabiografico e fantastorico, che ricostruisce un periodo con accuratezza per poter mentire sugli eventi che vi capitarono e le figure che lo abitarono, tagliando la storia di Shakespeare per ritrarla come un dramma shakespeariano.
Ci sono registi che sanno pensare solo in grande, a prescindere da quel che girano, Roland Emmerich è uno di questi. ConAnonymous passa dall'impatto di catastrofi giganti sulle vite di piccoli uomini, all'impatto di figure storiche giganti sulla storia della letteratura. La regina d'Inghilterra, il (forse) vero Shakespeare, l'attore che gli ha prestato le fattezze come le conosciamo oggi e infine William Cecil, potentissimo consigliere di corte, sono i personaggi titanici di un film che mantiene la volontà di Emmerich di affrontare un tema ai massimi livelli.
Certo il regista di Independence day e 2012 non si trova a suo agio con i dialoghi tanto quanto sembra esserlo tra i palazzi che crollano, così ogni tanto qualche ampia visuale a volo d'uccello e qualche corsa a cavallo, hanno il sapore liberatorio dell'ora d'aria di un carcerato.
Tra le mura dei palazzi reali come tra quelle del Globe Theatre, Emmerich sembra sempre rincorrere qualcosa che non trova. Non è il mistero dell'identità di Shakespeare (del quale sembra importare molto poco a questo film fatto solo di certezze) quanto la voglia insopprimibile di definire e mostrare al pubblico ancora una volta il non mostrabile, un personaggio tra i più venerati della storia anglo sassone, l'autore che è la matrice di tutte le dinamiche cardinali del cinema blockbuster hollywoodiano e una delle penne più influenti della narrazione contemporanea mainstream.
Anonymous guarda a Shakespeare come si guarda Godzilla, cercando di farlo entrare tutto in un quadro per coglierne la portata ma non riesce mai a definirne la sua grandezza come vorrebbe. A questo non giova la natura di biopic del film (sebbene molto sui generis), il ritratto è infatti pieno di luci (autentiche) ed ombre (che si rivelano luci mascherate prima che si possa avere un dubbio sul soggetto della storia), ma mai di un'autentico squarcio di grandezza umana o professionale.
Non fosse per la sequenza della folla infervorata dalla rappresentazione del Riccardo III, si direbbe che il film non ha nemmeno amore per le opere shakespeariane.

Il quarto tipo

Un film di Olatunde Osunsanmi. Con Milla Jovovich, Will Patton, Hakeem Kae-Kazim, Corey Johnson, Enzo Cilenti. Titolo originale The Fourth Kind. Thriller, durata 98 min. - USA 2009. - Warner Bros Italia uscita venerdì 22 gennaio 2010. - VM 14

Locandina Il quarto tipo
Gli incontri con gli alieni sono classificati in quattro tipi: il primo è l'avvistamento di un Ufo, il secondo è il reperimento di una prova, il terzo è il contatto diretto e il quarto è il rapimento. Il quarto tipo vuole raccontarci di quest'ultimo genere di contatti e lo fa con una struttura narrativa particolare. All'inizio, Milla Jovovich ci spiega che lei è un'attrice e nel film interpreta la dottoressa Abigail Tyler, detta Abbey, in una ricostruzione drammatica di fatti avvenuti nei primi giorni dell'ottobre del 2000 nella città di Nome in Alaska. Naturalmente, per proteggere la privacy delle persone coinvolte, i nomi sono stati cambiati. Però, ci viene detto che qua e là il regista ha inserito del reale materiale d'archivio, girato dalla stessa Abbey. Ed è proprio la "vera" Abbey a comparire nella prima intervista, con il volto contratto e scavato, per cominciare a raccontare l'accaduto. Poi l'immagine di Milla Jovovich le si sovrappone interpretandone la parte.
Will, il marito di Abbey, è stato misteriosamente ucciso una notte mentre dormiva accanto a lei. Per capire qualcosa della sua morte, Abbey prosegue gli studi di Will e si reca a Nome, i cui abitanti soffrono di persistenti disturbi del sonno. Si svegliano di soprassalto e ricordano d'aver visto uno strano gufo alla finestra. Abbey ipnotizza Tommy, uno di loro, per scoprirne i ricordi inconsci. Quei ricordi sono però così terribili che l'uomo si rifiuta di parlarne. Se ne va a casa e, poco dopo, tiene in ostaggio moglie e figli minacciando di ucciderli. Vuole che Abbey gli sveli il significato di alcune parole in una strana lingua. Quando Abbey non ci riesce, Tommy stermina la famiglia e si suicida. Grazie allo specialista dottor Odusami, Abbey scopre che quelle parole sono in lingua sumera e con l'aiuto del collega dottor Campos cerca di squarciare il velo del mistero.
È interessante notare come, negli ultimi tempi, dopo il pionieristico Blair Witch Project, l'horror miri spesso a dare l'illusione che quelli che vediamo sono orrori reali, ottenuti in modo confuso o casuale da testimoni che non si aspettavano di fronteggiarli. Rec - La paura in diretta e Rec 2Diary of the DeadCloverfield,Paranormal Activity sono altri esempi di questa tendenza. Il pubblico sa che il "reale" è finto, ma è interessato a vivere l'illusione.
Immerso in un clima plumbeo e cupo, Il quarto tipo utilizza in modo efficace le desolate scenografie naturali per generare un senso di solitudine e smarrimento. Ma è anche un film claustrofobico, spesso confinato nei piccoli spazi degli studi, degli uffici, delle camere che sembrano preda di qualcosa di sfuggente e terribile. L'atmosfera che il film crea anche mediante la sua particolare struttura - da peculiare docudrama - è talvolta efficace, ma supplisce solo in parte alle carenze narrative. Il film tenta di creare suspense e mistero attraverso l'iterazione di momenti ripetitivi - le varie ipnosi, per esempio - ma non riesce ad arrivare al dunque, resta in superficie, accumula fatti senza uno sviluppo narrativo che superi la prevedibilità.
Viene tentato qualche approfondimento psicologico accennando ai problemi di Abbey con i figli: dopo la morte di Will, la piccola Ashley è diventata cieca, mentre il fratello Ronnie ha sviluppato una forte ostilità verso la mamma. Però più che rappresentativi del lato umano del personaggio, questi problemi sono visti come meri ostacoli alla ricerca della verità, che è in fondo l'unica cosa che la protagonista sembra davvero volere.
Lo split-screen è usato più volte per far vedere in parallelo le immagini "reali" e quelle ricreate. La ricerca di realismo è però futile. Produce soprattutto immagini screziate per simulare riprese amatoriali e ondeggiamenti ubriachi della camera che ormai non sono più una novità. Un paio di "spaventi" non mancano, ma sono il minimo sindacale in un horror. In certi momenti si ha la sensazione di una curiosa contaminatio tra il filone fantahorror e quello esorcistico per le conseguenze della "possessione" aliena, ma non ci sono sviluppi adeguati. La svolta finale in un accenno riecheggia confusamente quella mistico-pessimistica di L'astronave degli esseri perduti, ma è probabile che, dopo tanto montare la storia e il suo mistero, la conclusione del film provochi soprattutto delusione nello spettatore.
Nella fase terminale della guerra fredda, gli alieni - metafora di un ordine sociale diverso - cominciavano a essere visti, soprattutto nei film di Spielberg, come qualcosa con cui si poteva trattare. Ora, quando taluni vedono profilarsi un altro scontro di civiltà, sono tornati a rappresentare quel diverso minaccioso con cui non è possibile confronto. Dal punto di vista sociopolitico ciò non è confortante, da quello dell'intrattenimento dipende dai casi. In questo, le cose non funzionano troppo.
Milla Jovovich si sforza di farsi prendere sul serio come attrice: qualcuno deve averle detto di recitare per sottrazione, ma il risultato è la monotonia espressiva.

21 novembre 2011

Cape Fear - Il promontorio della paura

Un film di Martin Scorsese. Con Robert De Niro, Nick Nolte, Jessica Lange, Juliette Lewis, Joe Don Baker. Titolo originale Cape Fear. Thriller, durata 128 min. - USA 1991.

Locandina Cape Fear - Il promontorio della paura
Dal romanzo The Executioners (1958) di John D. MacDonald. Dopo 14 anni di carcere uno stupratore terrorizza a fuoco lento la famiglia del suo avvocato difensore. 1° film di genere e 1° remake di Scorsese, da Il promontorio della paura(1962). Il suo fascino perverso nasce dal fatto che, nonostante tutto, si è portati a provare simpatia per il criminale più che per la vittima, moralmente spregevole quanto lui, almeno fin quando verso il finale la violenza, prima latente, esplode con isterica e magniloquente frenesia. Sapiente costruzione drammatica nell'alternarsi di tempi forti e deboli, ottima squadra di attori, notevoli contributi di F. Francis (fotografia), E. Bernstein (che ha arrangiato la partitura originale di B. Herrmann), Saul e Elaine Bass (titoli di testa). Brevi apparizioni di Robert Mitchum, Gregory Peck, Martin Balsam, interpreti del film precedente.

8 novembre 2011

Mortal Transfert

Un film di Jean-Jacques Beineix. Con Jean-Hugues Anglade, Hélène De Fougerolles, Miki Manojlovic, Valentina Sauca. Thriller, durata 122 min. - Francia, Germania 2001.

Locandina Mortal Transfert

21 ottobre 2011

Basic Instinct

Un film di Paul Verhoeven (I). Con Michael Douglas, Sharon Stone, George Dzundza, Jeanne Tripplehorn, Dorothy Malone. Thriller, durata 127 min. - USA 1992.

Locandina Basic Instinct

5 ottobre 2011

Padiglione 22

Un film di Livio Bordone. Con Regina Orioli, Giuseppe Antignati, Arturo Paglia, Elio Germano, Corinna Lo Castro. Thriller, durata 82 min. - Italia 2005. uscita venerdì 12 dicembre 2008.

Locandina Padiglione 22

1 ottobre 2011

Cappuccetto Rosso Sangue

Un film di Catherine Hardwicke. Con Amanda Seyfried, Gary Oldman, Billy Burke, Shiloh Fernandez, Max Irons. Titolo originale Red Riding Hood. Thriller, Ratings: Kids+13, durata 99 min. - USA, Canada 2011. - Warner Bros Italia uscita venerdì 22 aprile 2011

Locandina Cappuccetto Rosso Sangue

28 settembre 2011

Solo per vendetta

Un film di Roger Donaldson. Con Nicolas Cage, January Jones, Guy Pearce, Harold Perrineau, Jason Davis. Titolo originale Seeking Justice. Thriller, Ratings: Kids+16, durata 104 min. - USA 2011. - Eagle Pictures uscita venerdì 2 settembre 2011.

Locandina Solo per vendetta

Frozen

Un film di Adam Green. Con Kevin Zegers, Shawn Ashmore, Emma Bell, Ed Ackerman, Rileah Vanderbilt. Thriller, Ratings: Kids+16, durata 93 min. - USA 2010. - M2 Pictures uscita venerdì 25 marzo 2011.

Locandina Frozen

The Ward - Il Reparto

Un film di John Carpenter. Con Amber Heard, Mamie Gummer, Danielle Panabaker, Lyndsy Fonseca, Jared Harris. Titolo originale The Ward. Thriller, Ratings: Kids+16, durata 86 min. - USA 2010. - Bim uscita venerdì 1 aprile 2011. - VM 14

Locandina The Ward - Il Reparto

24 settembre 2011

Contagion

Un film di Steven Soderbergh. Con Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Marion Cotillard, Kate Winslet, Jude Law. Thriller, Ratings: Kids+13, durata 105 min. - USA 2011. - Warner Bros Italia uscita venerdì 9 settembre 2011.

Locandina Contagion