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18 gennaio 2012

Amici di letto

Un film di Will Gluck. Con Justin Timberlake, Mila Kunis, Emma Stone, Woody Harrelson, Patricia Clarkson. Titolo originale Friends with Benefits. Commedia rosa, Ratings: Kids+16, durata 109 min. - USA 2011. - Sony Pictures uscita venerdì 14 ottobre 2011.

Locandina Amici di letto
Jamie e Dylan hanno rotto con i rispettivi partner. Per Dylan ricominciare può sembrare facile: gli è stato offerto di lasciare Los Angeles per New York dove potrebbe diventare art director del magazine GQ. La cacciatrice di teste che lo ha contattato è Jamie. Dylan viene assunto e Jamie otterrà un bonus supplementare se lui non lascerà il lavoro almeno per un anno. I due fanno amicizia e si rivelano le reciproche disillusioni amorose. Decidono così che sia possibile, se c'è la chimica giusta, fare sesso quando ne avranno voglia senza alcun tipo di coinvolgimento sentimentale. La chimica c'è e i due scoprono di desiderarsi fisicamente. Potranno riuscire a fare in modo che la loro relazione resti stabilmente solo a quel livello?
Hollywood ( n questo film potrete assistere a un uso insolito dell'enorme scritta sulla collina che sovrasta L.A.) sembra aver trovato un nuovo filone nel tentativo di rivitalizzare la romantic comedy: gli amici che fanno sesso. Nel giro di pochi mesi abbiamo visto Amore & altri rimedi e Amici, amanti e.... Amici di letto si aggiunge alla lista e non è detto che sia l'ultimo della serie. Idee iniziali come quella che ci viene proposta in questa occasione farebbero la gioia dei fratelli Farrelly che ne trarrebbero una storia scorretta e sopra le righe al punto giusto. In questo caso invece Justin Timberlake e Mila Kunis si muovono su un terreno minato e ambiguo. E' come se gli sceneggiatori stessero ancora cercando la taratura del filone. Perché la prevedibilità in relazione al finale non può non essere in linea con quanto ormai sedimentato dalle romantic comedy alla Nora Ephron. Al contempo però è necessario inserire quel tanto di paprika che renda il prodotto appetibile per un pubblico più smaliziato. Accade così che la prima parte si presenti come disinibita al punto giusto sul piano verbale (su quello visivo le lenzuola con funzione coprente abbondano) facendo sì che lo spettatore possa sperare in una variazione su quello che sta ormai diventando un tema. Purtroppo però le aspettative di novità finiscono con il cedere il passo agli sviluppi consueti. Ivi compresa la malattia di uno dei personaggi che entrano in gioco quasi che il disagio fisico e l'empatia che può derivarne dovessero servire quale foglia di fico per coprire le volgarità iniziali. In definitiva speriamo in qualcuno che osi di più anche se va riconosciuta la consapevolezza del regista Will Gluck il quale dichiara esplicitamente (con il film al glucosio che Jamie e Dylan guardano insieme) di essere consapevole delle costrizioni a cui lo script è sottoposto. Tanto che chi avrà la pazienza di vedere scorrere lunghissimi titoli di coda assisterà a un piccolo sberleffo finale in materia.

5 gennaio 2012

Sballati d'amore - A Lot Like Love

Un film di Nigel Cole. Con Amanda Peet, Ashton Kutcher, Taryn Manning, Aimee Garcia, Lee Garlington. Titolo originale A Lot Like Love. Commedia rosa, durata 107 min. - USA 2005. uscita venerdì 26 agosto 2005.

Locandina Sballati d'amore - A Lot Like Love
Fin dal primo momento tra Oliver ed Emily, due giovani conosciutisi durante un viaggio in aereo, sembra nascere qualcosa d'importante. In realtà, Emily è appena uscita da una storia e ha soltanto voglia di dimenticare, Oliver sembra avere ben altre priorità. Tre anni dopo, a capodanno, Emily è stata appena lasciata dal suo ragazzo e, pur di non restare sola, telefona a Oliver. Anche questa volta il loro incontro sarà di breve durata e i due dovranno aspettare altri due anni prima di potersi rivedere, questa volta a parti a situazioni invertite. Tutto questo incontrarsi e lasciarsi dura sette anni fino al prevedibile epilogo.
In genere lo schema della commedia sentimentale è abbastanza semplice: superare tutta una serie di ostacoli prima di poter coronare il proprio sogno d'amore. Qui il meccanismo si ribalta, infatti i due instaurano fin dall'inizio un rapporto molto fisico ma che non ha solide basi affettive, poi però impiegano sette lunghi anni prima di essere in grado di riconoscere i propri sentimenti. Questo escamotage è l'unico espediente degno di nota di una commedia che narra una vicenda caratterizzata da incontri più o meno casuali e da dialoghi degni di una fiction serale di Mtv; una vicenda che dovrebbe commuovere e appassionare ma che finisce per lasciare lo spettatore piuttosto indifferente, non certo aiutata da una recitazione priva di vitalità - che sembra reggersi soltanto sugli ammiccamenti sexy di Amanda Peet - e da personaggi privi di uno spessore psicologico definito.

27 dicembre 2011

Capodanno a New York

Un film di Garry Marshall. Con Robert De Niro, Zac Efron, Lea Michele, Ashton Kutcher, Jessica Biel. Titolo originale New Year's Eve. Commedia rosa, durata 118 min. - USA 2011. - Warner Bros Italia uscita venerdì 23 dicembre 2011.

Locandina Capodanno a New York
Certe notti l'impossibile può accadere, soprattutto se è la notte di Capodanno, soprattutto se è spesa a New York. All'ombra dell'Empire e sotto la sfera di Times Square, in attesa di esplodere i suoi coriandoli sui rimpianti del 2011 e sui (buoni) propositi del 2012, un gruppo scelto di newyorkesi 'imbandisce' la tavola e l'ultima giornata dell'anno. Chi è molto incinta prova a sgravare al rintocco della mezzanotte e a vincere venticinquemila dollari a colpi di doglie, chi è molto 'glee' è bloccato in ascensore con il vicino più bello del mondo ma vorrebbe essere sul palcoscenico più alto del mondo, chi è molto 'terminale' è costretto a letto dal cancro e dal rimorso, chi è molto rock vuole rimediare a un errore e sposare la bionda del cuore, chi è molto in carriera desidera sbloccare una sfera luminosa e la vita affettiva, chi è molto trattenuto vuole soltanto lasciarsi andare e spuntare dieci proponimenti, chi è molto 'hairspray' esprime i desideri di signore represse e sogna due biglietti per la festa dell'anno, chi è molto mamma desidera il meglio per la prole e una carrozza per la mezzanotte, chi è molto cool tiene un discorso commemorativo e corre all'appuntamento della vita.
Se a Natale si è tutti più buoni, gli americani sono i più buoni di tutti. Perché dispensatori di giustizia, verità e parabole morali perfino tra la Broadway e la Seventh Avenue nel tempo in cui collaudano la Ball Drop e il gradimento del cinecake. Commedia americana a ridosso delle festività e delle ricorrenze commerciali, dove i protagonisti meritano l'happy end e lo spettatore la 'soddisfazione', dove il clima che la festa diffonde diventa punto di svolta e di soluzione dei nodi drammaturgici. Produttore zelante di una bontà quantitativa che omette la qualità e monta l'inconsistenza come fosse panna, Garry Marshall dirige un cast di stelle e stelline, astri ascendenti e in discesa libera dentro la notte di veglia e veglione. Romantic comedy corale, Capodanno a New York fa pienamente sua l'estetica blockbuster muovendo un team umano verso la mezzanotte, il futuro e i piccoli piaceri della vita. Dopo la favola e lo shopping scanditi dalla voce di Roy Orbison (Pretty Woman), dopo le nozze fugate (Se scappi ti sposo) e gli appuntamenti con l'amore (Valentine's Day), il regista newyorkese allestisce sul palcoscenico di Times Square una notte (in)dimenticabile, dove tutti finiranno per innamorarsi, sentendosi sempre meno squali e sempre più filantropi. In una città multi-spot, nel senso della pubblicità e non delle lampadine, va in scena una commedia glassata che abusa di fondotinta e retorica e dice molto sui costumi e sui consumi, sui moralismi sentimentali e sulla banalità glamorous. In un gioco impuro tra cinema e televisione che non conosce una sola direzione, le carte si mescolano e gli attori pure, confluendo a Times Square dalle serie più disparate ed esprimendo il ‘genere' e la specialità di competenza. Lea Michele, la Rachel virtuosa e secchiona del Glee Club, innamora Ashton Kutcher dentro l'ascensore e un pigiama deep purple, Cherry Jones, presidente degli Stati Uniti nell'America in tempo reale di Jack Bauer, presiede più modestamente una riunione annuale. Tacendo sui più celebri Sarah Jessica Parker e Zac Efron, da tempo ‘ostaggi' del cinema sentimentale, 'in piazza' restano modelle e modelli (Josh Duhamel e Sofia Vergara), ex bambine prodigio (Abigail Breslin), rocker in saldo dal New Jersey (Bon Jovi), babbi bastardi e senza gloria (Tim Schweiger), divi terminali (Robert De Niro), 'gatte' che hanno perso Batman e pescato dal mazzo il Joker sbagliato (Halle Berry e Michelle Pfeiffer), ragazze da un milione di dollari (Hilary Swank) messe al tappeto dal peggiore dei discorsi nel peggiore dei film. Una Christmas comedy che ha 'tutti' e non ha niente.

17 novembre 2011

One Day

Un film di Lone Scherfig. Con Anne Hathaway, Jim Sturgess, Patricia Clarkson, Ken Stott, Rafe Spall. Commedia rosa, Ratings: Kids+13, durata 107 min. - USA 2011. - Bim uscita venerdì 11 novembre 2011.

Locandina One Day

Edimburgo. Emma e Dexter si laureano il 15 luglio 1988 e trascorrono la notte nello stesso letto. Da allora seguiremo la loro vita fino al 2006 fotografandone l'evoluzione sempre lo stesso giorno di ogni anno. Emma è un'idealista entusiasta ma al contempo riflessiva, capace di lavorare come cameriera in un ristorante messicano se questo diventa necessario. Dexter è ricco di famiglia, seducente e con la voglia di sfondare nel mondo della comunicazione. Riuscirà a condurre un programma televisivo anche se questo non servirà a placare le tensioni che ha dentro. I due continueranno a cercarsi, anno dopo anno, sia che si trovino nello stesso luogo sia che siano lontani l'uno dall'altra.
L'annosa questione (destinata a non risolversi) del rapporto cinema/letteratura si complica ulteriormente quando lo sceneggiatore è l'autore del romanzo a cui il film si rifà. Perché David Nicholls, che ha scritto il fortunato best seller pubblicato nel 2009, è anche colui che ha steso lo script di questo film diretto da Lone Scherfig la quale, anche quando aveva come suo punto di riferimento il Dogma di Von Trier (Italiano per principianti), sapeva come mostrare la propria originalità. In questa occasione il rapporto diretto con l'autore/sceneggiatore avrebbe potuto frenarla. Anche perché, e qui torniamo al tema di cui sopra, il pubblico a cui riferirsi era chiaramente (sin dall'inizio del progetto) da dividere in due blocchi. Chi ha letto ed apprezzato il libro non può fare a meno di notare che le prime 90 pagine vengono condensate in 16 minuti di film con inevitabili decurtamenti di senso e di atmosfere. Chi invece non lo conosce o lo ha ancora intonso sullo scaffale della libreria di casa potrà finalmente apprezzare una commedia romantico/drammatica credibile e non piegata forzatamente agli stereotipi imposti da Hollywood. Hathaway e Sturgess sono credibili nei loro andirivieni nei labirinti di un sentimento che vorrebbe essere di amicizia e di amore al contempo. Amicizia per poter continuare a vivere anche se lontani. Amore per il desiderio/bisogno di una contiguità, di una vicinanza pur nella profonda diversità di scelte e di stili di vita.
La scelta di percorrere le loro vicende non è in nulla debitrice al Bernard Slade di "Tra un anno alla stessa ora" (là i protagonisti si rivedevano all'appuntamento prefissato, qui siamo noi a coglierli mentre esercitano il mestiere di vivere ovunque e con chiunque si trovino). Semmai è a Dickens che bisogna rifarsi come Nicholls nel libro quando cita questo passo da "Grandi speranze": "Per me fu un giorno memorabile, perché mi cambiò molto: Ma in ogni vita succede lo stesso. Immaginiamo un giorno a scelta isolato dal contesto e pensiamo a come sarebbe stato differente il corso della vita. Fermati, lettore, e rifletti a lungo sulla lunga catena di vil metallo o oro, spine o fiori, che non ti avrebbe mai legato, se non fosse stato per la formazione di quel primo anello in quel giorno memorabile." Anche perché è bene sapere che il 15 luglio nel mondo anglosassone si festeggia San Swithin e la tradizione popolare vuole che le condizioni del tempo di quella particolare giornata si protrarranno per quaranta giorni a venire. Quanti di noi vorrebbero (o avrebbero voluto) che accadesse lo stesso nella loro vita sentimentale? Che è invece quanto di più imprevedibile ci possa accadere. Questo film sa come ricordarcelo
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