In un piccolo villaggio della Cornovaglia una strana malattia allarma il medico Peter Thompson (Brook Williams), che chiama in soccorso il luminare Sir James Forbes (André Morell). Questi arriva accompagnato dalla figlia Sylvia (Diane Clare). I due vedono subito che la moglie di Peter, Alice (Jacqueline Pearce), è malata dello strano morbo. Sir James vuole fare l’autopsia di uno dei morti per capirci qualcosa, ma la bara è vuota. Scopriranno un segreto terribile: il nobile del luogo, Hamilton (John Carson), usa il voodoo per creare zombie che lavorino gratuitamente nella sua miniera. Interessante film minore della Hammer che riprende il classico tema degli zombie adattandolo alla realtà britannica, e facendone un apologo sullo sfruttamento, in un ritratto fisheriano di nobiltà corrotta e prevaricatrice. L’uso degli zombie come schiavi appartiene peraltro alla tradizione del genere, ma qui lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo appare più consciamente riferito alla società industriale in arrivo. Gilling dirige un film compatto e ritmato, con alcune sequenze molto riuscite (come l’incubo degli zombie sognato dallo sventurato medico) e un’ottima ambientazione in esterni naturali
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24 settembre 2011
La lunga notte dell'orrore
Un film di John Gilling. Con André Morell, Diane Clare, John Carson, Alex Davion Titolo originale The Plague of the Zombies. Horror, durata 90 min. - Gran Bretagna 1966.

In un piccolo villaggio della Cornovaglia una strana malattia allarma il medico Peter Thompson (Brook Williams), che chiama in soccorso il luminare Sir James Forbes (André Morell). Questi arriva accompagnato dalla figlia Sylvia (Diane Clare). I due vedono subito che la moglie di Peter, Alice (Jacqueline Pearce), è malata dello strano morbo. Sir James vuole fare l’autopsia di uno dei morti per capirci qualcosa, ma la bara è vuota. Scopriranno un segreto terribile: il nobile del luogo, Hamilton (John Carson), usa il voodoo per creare zombie che lavorino gratuitamente nella sua miniera. Interessante film minore della Hammer che riprende il classico tema degli zombie adattandolo alla realtà britannica, e facendone un apologo sullo sfruttamento, in un ritratto fisheriano di nobiltà corrotta e prevaricatrice. L’uso degli zombie come schiavi appartiene peraltro alla tradizione del genere, ma qui lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo appare più consciamente riferito alla società industriale in arrivo. Gilling dirige un film compatto e ritmato, con alcune sequenze molto riuscite (come l’incubo degli zombie sognato dallo sventurato medico) e un’ottima ambientazione in esterni naturali
In un piccolo villaggio della Cornovaglia una strana malattia allarma il medico Peter Thompson (Brook Williams), che chiama in soccorso il luminare Sir James Forbes (André Morell). Questi arriva accompagnato dalla figlia Sylvia (Diane Clare). I due vedono subito che la moglie di Peter, Alice (Jacqueline Pearce), è malata dello strano morbo. Sir James vuole fare l’autopsia di uno dei morti per capirci qualcosa, ma la bara è vuota. Scopriranno un segreto terribile: il nobile del luogo, Hamilton (John Carson), usa il voodoo per creare zombie che lavorino gratuitamente nella sua miniera. Interessante film minore della Hammer che riprende il classico tema degli zombie adattandolo alla realtà britannica, e facendone un apologo sullo sfruttamento, in un ritratto fisheriano di nobiltà corrotta e prevaricatrice. L’uso degli zombie come schiavi appartiene peraltro alla tradizione del genere, ma qui lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo appare più consciamente riferito alla società industriale in arrivo. Gilling dirige un film compatto e ritmato, con alcune sequenze molto riuscite (come l’incubo degli zombie sognato dallo sventurato medico) e un’ottima ambientazione in esterni naturali
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