Robert Guediguian e´stato sinora il cantore di cio´che resta della classe operaia. In questo film cambia oggetto della sua attenzione: non piu´i lavoratori del quartiere marsigliese che ama, non piu´i suoi attori feticcio ma il ´Potere´ nella persona di Francois Mitterrand e per la (magistrale) interpretazione di Michel Bouquet. Il regista giustifica la sua scelta con il fatto che Mitterrand e´stato l`ultimo uomo di governo che, mentre il socialismo reale crollava nel mondo, ha cercato di costruirne uno diverso in Francia. Guediguian segue l`uomo Mitterrand negli ultimi mesi del suo mandato, ormai minato dal tumore che lo portera` in breve tempo alla morte. Lo fa ispirandosi a un libro-intervista e utilizzando i lunghi colloqui di un giovane giornalista con il Presidente. Ne emerge il ritratto di un uomo colto, consapevole dei rischi che il potere comporta, dispiaciuto dell´invidia che lo circonda e dei colpi bassi che non gli vengono risparmiati. Il problema di questo film e` che "non passa Ventimiglia", cioe` e` troppo legato a temi e avvenimenti probabilmente noti al pubblico francese ma da noi passati inosservati o quasi. Ne esce cosi` un film in cui si ammira la prestazione del protagonista (Orso per il migliore attore?) ma si resta distanti dai temi trattati.Tre stelle, quindi, per Bouquet.
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