L'instancabile Befana nel suo negozietto riceve ordinazioni per i regali del 6 gennaio ed è insidiata da un losco e vecchiardo segretario che li vende sottobanco, e a caro prezzo, ai bambini ricchi. I giocattoli si ribellano e fuggono per recapitarsi da soli. Escluso il mediocre L'eroe dei due mondi (1994) di Manuli, è il primo lungometraggio di disegni animati che si fa in Italia dopo Allegro non troppo (1977) di Bozzetto. Ispirato a una fiaba di Gianni Rodari e scritto dal regista insieme a Umberto Marino, si vale di una bella e funzionale colonna musicale di Paolo Conte, delle voci di Dario Fo e di Lella Costa, della grafica di Paolo Cardoni. Controcorrente rispetto ai colossi nippo-hollywoodiani, è semplicemente una favola per bambini. Vuole divertirli senza offendere la loro verde intelligenza, commuoverli e magari anche farli pensare senza imporre messaggi umanitari.
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