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21 dicembre 2011

Glee 3D Concert Movie

Un film di Kevin Tancharoen. Con Dianna Agron, Lea Michele, Cory Monteith, Darren Criss, Chris Colfer. Titolo originale Glee: The 3d Concert Movie. Musical, Ratings: Kids, durata 84 min. - USA 2011. - 20th Century Fox uscita venerdì 16 settembre 2011.

Locandina Glee 3D Concert Movie
Quinn, Kurt, Blaine, Artie, Rachel, Finn, Brittany, Mercedes, Santana, Puck, Tina, Mike, Sam, Lauren sono nomi più che noti ai fans della serie tv Glee. In questo documentario potranno vederli in azione durante la tournèe in cui hanno coperto 40 date (per un totale di 45 concerti) negli Stati Uniti, in Canada, in Inghilterra e in Irlanda totalizzando più di 560.000 spettatori con un incasso di circa 50 milioni di dollari. Chi ha imparato a conoscere questi personaggi e i loro versatilissimi giovani interpreti potrà essere interessato a seguire le loro esibizioni in 3D seguendo un filone che ha preso il via con Hannah Montana. La struttura è standard: alle esibizioni, sempre cariche di entusiasmo e professionismo, si intercalano immagini di backstage. Con, in questo caso, un elemento in più che fa la differenza.
Vengono infatti invitati a raccontare la loro esperienza tre particolari fans della serie. Si tratta di una ragazza nana divenuta cheerleader, di una giovane donna affetta dalla sindrome di Asperger e di un ragazzo gay che ha fatto outing. Tutti e tre dichiarano di avere trovato la forza di emergere nonostante le difficoltà proprio grazie al messaggio che giunge da Glee. In tempi di cinismo diffuso quali sono i nostri, potremmo anche essere portati a non credere a quanto affermano oppure a catalogarli come ingenui sprovveduti. Potremmo però anche fermarci a riflettere sul successo di una serie in cui il gruppo vincente è formato da un buon numero di coloro che potrebbero essere definiti come perdenti in partenza. Senza pietismi perché il talento conta (eccome!) ma anche con la voglia di ricordarci che il mondo non è fatto di superstar e super eroi ma di ragazzi e ragazze normali, forse molto più vulnerabili di quanto non si pensi. Il concerto è sicuramente un'operazione commerciale ma ben vengano queste operazioni quando promuovono dei giovani in gamba e trasmettono anche una sensazione di positività. Oggi (nonostante i numerosi fautori dell'unhappy end al cinema e in tv) più che mai necessaria.

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