Hervé, mediocre a scuola e mediamente sveglio, si barcamena tra la madre con cui vive e gli amici. Un giorno, senza capire bene perché, si trova a piacere a Aurore, compagna di classe carina con cui avrà le prime esperienze e delusioni della vita di coppia. Il migliore amico Camel lo segue nelle peripezie facendo di tutto per trovare a sua volta una ragazza.
Les beaux gosses é una commedia adolescenziale leggera. Il mondo a parte della scuola, si sa, puo' regalare dei momenti di grande ilarità e il regista esordiente Riad Scattouf rende le situazioni a tratti esilaranti. Pur provenendo dallo stile fumettistico (in particolare da "La vie secrète des jeunes", dello stesso Scattouf), Hervé e Camel non sono mai caricaturali, mostrano le incertezze e le pulsioni della propria età. In parte nostalgico, delle volte semplicemente ingenuo come un bambinone, Hervé é la perfetta incarnazione del giovane che non ha ancora trovato un equilibrio con se stesso. Con la testa persa non si sa bene dove, non coglie gli ammiccamenti espliciti di Aurore, naturalmente già più matura, fino a quando lei non gli salta addosso.
Manca in realtà una struttura narrativa solida e siamo anni luce dal sottofondo tragicomico e profondo di certe commedie nostrane sul periodo scolastico (si pensi a Virzì). Ma paradossalmente il film dà il meglio di sé proprio negli sketch frammentari che raccordano la storia, dove si mostrano personaggi vagamente tratteggiati che proprio come nell'adolescenza sembrano parodie dell'età adulta. Diversi dunque i momenti memorabili, come la preside che annuncia la morte di un professore, al che un alunno domanda se ci sarà comunque il compito in classe o la madre di Hervé che lo sbaciucchia davanti all'entrata di scuola.
Non sarà un capolavoro, e di certo ci sono commedie adolescenziali che hanno segnato l'immaginario ben più di questa, ma Les beaux gosses regala comunque un'ora e mezza piacevole e ben costruita.
Les beaux gosses é una commedia adolescenziale leggera. Il mondo a parte della scuola, si sa, puo' regalare dei momenti di grande ilarità e il regista esordiente Riad Scattouf rende le situazioni a tratti esilaranti. Pur provenendo dallo stile fumettistico (in particolare da "La vie secrète des jeunes", dello stesso Scattouf), Hervé e Camel non sono mai caricaturali, mostrano le incertezze e le pulsioni della propria età. In parte nostalgico, delle volte semplicemente ingenuo come un bambinone, Hervé é la perfetta incarnazione del giovane che non ha ancora trovato un equilibrio con se stesso. Con la testa persa non si sa bene dove, non coglie gli ammiccamenti espliciti di Aurore, naturalmente già più matura, fino a quando lei non gli salta addosso.
Manca in realtà una struttura narrativa solida e siamo anni luce dal sottofondo tragicomico e profondo di certe commedie nostrane sul periodo scolastico (si pensi a Virzì). Ma paradossalmente il film dà il meglio di sé proprio negli sketch frammentari che raccordano la storia, dove si mostrano personaggi vagamente tratteggiati che proprio come nell'adolescenza sembrano parodie dell'età adulta. Diversi dunque i momenti memorabili, come la preside che annuncia la morte di un professore, al che un alunno domanda se ci sarà comunque il compito in classe o la madre di Hervé che lo sbaciucchia davanti all'entrata di scuola.
Non sarà un capolavoro, e di certo ci sono commedie adolescenziali che hanno segnato l'immaginario ben più di questa, ma Les beaux gosses regala comunque un'ora e mezza piacevole e ben costruita.
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