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18 settembre 2011

Bruiser - La vendetta non ha volto

Un film di George A. Romero. Con Jason Flemyng, Peter Stormare, Leslie Hope, Nina Garbiras, Andrew Tarbet. Titolo originale Bruiser. Thriller, durata 99 min. - USA 2000.

Locandina Bruiser - La vendetta non ha volto
Henry Creedlove (Jason Flemyng) è in difficoltà: il suo lavoro lo stressa e gli altri non lo rispettano. Lui non è capace di reagire e deve solo subire perché quella è la sua natura. All’improvviso però, una mattina si risveglia e si ritrova senza faccia, sostituita da una maschera bianca. La sua debolezza gli è costata l’identità. Ora è una sorta di fantasma senza volto, libero finalmente di prendere la sua vendetta. È il film che dopo anni di progetti falliti, per un motivo o per l’altro, segna il ritorno alla regia di George A. Romero (La notte dei morti viventi) a nove anni di distanza dal suo precedente (e deludente) La metà oscura. Dopo tanto tempo, la speranza di tutti era che questo dovesse essere il capolavoro del riscatto dalla sfortuna, e la conseguente delusione ha fatto sì che il film abbia raccolto critiche più severe del giusto. In realtà non è un brutto film, è solo un film un po’ indeciso e irrisolto, con qualche buona intuizione anche visiva (il sogno a occhi aperti di Henry che “vede” la fine sotto le ruote del treno di chi l’ha fatto irritare), ma con un concetto di base poco originale. La maschera bianca del protagonista è un chiaro omaggio a Occhi senza volto, ma di quel film non ha la chiarezza della visione. La perdita dell’identità e la conseguente riscossa del vilipeso sono una versione metaforica di qualcosa che assomiglia un po’ troppo al giustizialismo bronsoniano e il sottofinale – inutile e dannoso – dissipa ogni complessità assecondando questa visione semplicistica. Peter Stormare recita fin troppo sopra le righe

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