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12 giugno 2011

L'occhio del male

Un film di Tom Holland. Con Robert John Burke, Joe Mantegna, Lucinda Jenney, Michael Constantine Titolo originale Thinner. Horror, durata 92 min. - USA 1996.

Locandina L'occhio del male
Billy Halleck, un grasso avvocato di successo (Robert John Burke), viene colpito dalla maledizione di uno zingaro stravecchio – che gli dice, toccandolo sulla guancia: “Consumati” – dopo aver travolto e ucciso con la propria auto la quasi altrettanto stravecchia figlia dello zingaro ed essere stato disinvoltamente salvato nel processo dai suoi amici giudice e poliziotto. Il dettaglio “fine” è che l’incidente avviene per la disattenzione dell’avvocato cui la moglie sta facendo un blow job. L’avvocato, per nulla turbato dall’omicidio colposo e inizialmente contento di perdere peso (è un ciccione perennemente alla ricerca di stare a dieta), va nel pallone quando si rende conto che la sua consunzione malefica lo porterà all’annullamento, con una progressione che ricorda molto quella, più metafisica e non così letale, del protagonista del famoso Tre milimetri al giorno di Richard Matheson. Il solito saputone spiega con certezza all’avvocato che l’unico rimedio è che lo zingaro si rimangi la maledizione, ma la cosa non è facile. Ad aiutare l’avvocato interverrà, con metodi spicci, il mafioso Richie Ginelli (Joe Mantegna), da lui salvato in un processo. Ci sono alcune notazioni di caratterizzazione tipicamente alla King (la sottotrama del tradimento), ma l’equazione zingari=magia è banale e antiquata. Gli zingari vengono illustrati proprio come in un horror Universal degli anni ’30, in modo così diabolico e pittoresco da risultare delle piatte caricature. Il loro modo di definire l’avvocato come “uomo bianco della città” rimanda curiosamente al gergo dei pellerossa di Hollywood e, anche perché viene ripetuto ad libitum nel film, risulta particolarmente indigesto. Il trucco che serve a ingrassare e dimagrire l’attore protagonista è così palesemente falso (soprattutto quando è grasso) da sembrare un cartone animato vivente. Benché risaputa, è divertente, principalmente per merito di Mantegna, la caratterizzazione del mafioso che, fortunatamente, eseguito il suo compito se ne va tranquillamente senza subire maledizioni di sorta

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