Durante un elegante party, Benny (August Diehl), un giovane in evidente stato confusionale, si rivolge al professor Charles Müller-La Rousse (Herbert Knaup) mostrando il suo corpo pieno di cicatrici e poi si ferisce più volte con un bisturi sino a trafiggersi mortalmente. Joachim Hauser (Barnaby Metschurat), orfano di padre, lascia a casa il fratello disabile e va a studiare medicina a Berlino. Un medico trova qualcosa di sospetto nella morte di Benny, già assistente di Müller-La Rousse, ma viene attirato in una trappola e ucciso. Joachim è travolto dal superlavoro all’ospedale e, attratto dagli studi avveniristici del professor Müller-La Rousse, spera di entrare a far parte del suo esclusivo entourage. Andando contro le regole ospedaliere si fa notare e ci riesce, scoprendo che i suoi studenti fanno parte degli antiippocratici e si sentono quindi al di là delle regole. Affascinato da Viktoria (Heike Makatsch), spregiudicata collega, Joachim si appassiona alla nuova vita, ma ben presto si rende conto che qualcosa di oscuro è in atto. Stefan Ruzowitzky riporta in azione i medici spregiudicati anti-ippocratici, dediti a esperimenti segreti, stavolta impiantando muscoli artificiali e altre cose del genere. Di nuovo, un idealista viene a trovarsi nella tela dell’astuto e poco scrupoloso professore e, dapprima decisamente attratto, scopre un po’ alla volta l’abisso di orrore nel quale si è cacciato. In sostanza, un classico sequel-remake che aggiunge poco a quanto esposto – meglio – nel film precedente. Franka Potente, eroina indiscussa del capitolo primo, si produce in un cameo nei panni dello stesso personaggio, dedito alla caccia agli anti-ippocratici. Tensione modesta e personaggi schematici
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