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7 maggio 2011

Be Cool

Un film di F. Gary Gray. Con John Travolta, Uma Thurman, Vince Vaughn, Cedric the Entertainer, André Benjamin. Commedia, durata 114 min. - USA 2005. uscita venerdì 15 aprile 2005.

Locandina Be Cool
Impossibile l'esercizio critico su Be Cool, se si esclude la certezza che John Travolta sia il miglior attore americano degli anni a cavallo tra il XX ed XXI secolo. L'attore possiede quella grazia sublime che è solo di pochi, di Cary Grant, di Marlon Brando, di Sean Connery, per intenderci. Egli attraversa questo sequel di Get Shorty con ironica rilassatezza, padrone assoluto della sceneggiatura, del personaggio, dominando gli altri interpreti, bravissimi, con l'impagabile serenità di chi recita per un dono divino, comunicando il piacere di vivere, che in una pellicola attuale è un autentico miracolo, visti i contorcimenti di interpreti che "soffrono" ridicolmente i loro personaggi.
Chili Palmer è un amico, che sa coprire i limiti di una sceneggiatura che sembra destinata agli addetti ai lavori più che al grande pubblico. Se nel precedente episodio Palmer era un piccolo criminale, intelligente ed ambizioso, che faceva il suo ingresso nel mondo del cinema, utilizzando il suo aplomb periferico, in Be Cool, il suo bersaglio è il mondo della canzone, infestato da lestofanti di ogni genere, persino dalla mafia russa, che comunque nell'immaginario collettivo ha preso il posto di tutti i cattivi convenzionali del passato: un'omologazione poco rassicurante visto che la mafia russa esiste. E Palmer prende sotto la sua ala una giovane cantante, Linda Moon (Christina Milian), accerchiata appunto dalla malavita, da rapper da strapazzo e destinata ad un'effimera carriera. Chili inizia a tessere la sua tela, mettendo gli uni contro gli altri, con astuzia bizantina, con amabile crudeltà e con il consueto apparente distacco, che incanta la sua partner del momento, Edie Athens (Uma Thurman). Chili Palmer si destreggia, evitando guai seri, senza che alcuno osi sfiorarlo. Fino alla totale dispersione dei suoi nemici e con il trionfo della sua protetta, che il leader degli Aerosmith, lo stesso Steven Tyler, inserisce in un suo spettacolo.
Per chi è a conoscenza dei meccanismi che regolano il mondo della canzone americana, tutto può apparire semplice, al contrario ci si può anche onestamente annoiare per buona parte della vicenda. Tuttavia, detto di Travolta, che tra l'altro denota una forma fisica impeccabile, il film presenta una galleria di personaggi interpretati da attori collaudati come Danny De Vito, qui anche produttore, James Woods, non accreditato, Vince Vaughn e Harvey Keitel. Ma chi davvero sorprende è il massiccio The Rock, il cui vero nome è Dwayne Johnson, nel ruolo di guardaspalle gay, che sculetta e si diverte a distruggere, per poi ricostruirlo, il suo personaggio da duro ormai collaudato. Pellicola svagata, ma con metodo, che ha la sua ragion d'essere nel personaggio di Chili Palmer, ma che merita comunque una visita, perchè quanto c'è di buono surclassa gli inevitabili difetti.

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