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16 aprile 2011

La settima profezia

Un film di Carl Schultz. Con Demi Moore, Michael Biehn, Peter Friedman Titolo originale The Seventh Sign. Horror, durata 97 min. - USA 1988.


Locandina La settima profezia
Il misterioso David Bannon (Jürgen Prochnow) vaga per il mondo in luoghi dove si sono verificati strani avvenimenti (dalla morte dei pesci ad Haiti a una tempesta di ghiaccio su un villaggio palestinese), dissigillando strani documenti. A Los Angeles David affitta un piccolo appartamento da una coppia, Russell Quinn e la moglie Abby (Michael Biehn e Demi Moore). Abby è preoccupata per la sua gravidanza, perché ha già avuto un aborto. Guardando nella stanza di David, Abby trova gli strani documenti e li porta a uno studioso ebreo che le dice trattarsi di citazioni riguardanti l’Apocalisse, tratte dal Libro delle Rivelazioni della Bibbia. Abby pensa che David sia Cristo risorto, venuto a portare la fine del mondo. Il luogo del Paradiso dove soggiornano le anime prima della nascita è vuoto, e le uniche cose che mancano all’Apocalisse sono la morte dell’ultimo martire e la nascita del primo bambino senza anima. Abby capisce che sarà il suo. Horror religioso che tenta una strada leggermente originale e invece di concentrarsi su diavoli e Anticristo, prende una piega apocalittica che esplora alcuni aspetti poco trattati (al cinema) dei testi biblici. L’atmosfera da fine del mondo che viene via via creandosi è ben congegnata e riempie di inquietudine la storia che si dipana però in modo un po’ troppo inesorabile e prevedibile. Il crescendo finale è comunque valido e l’insieme trasmette un senso di disagio, dipingendo come tutt’altro che benevolo il David/“Cristo” di Prochnow. Peccato che la regia di Schultz non sia in grado di trarre il massimo da uno spunto interessante e che anche la sceneggiatura manchi del coraggio di seguire la sua ispirazione ed essere più anticonformista. Demi Moore è intensa nei limiti delle sue possibilità

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