Siamo nel 1959: da ormai cinque anni il Fronte di Liberazione Nazionale si oppone con attentati e azioni militari alla presenza coloniale francese in Algeria, iniziata nel lontano 1830. Il tenente francese Terrien (Benoît Magimel) viene assegnato a una delle zone dove il conflitto è più intenso: i monti berberi della Cabila. Convinto di partecipare a una missione di pacificazione, secondo la definizione data dalla propaganda in madrepatria, l’ufficiale si confronta presto con la feroce realtà di una guerra fatta di bombardamenti, torture e violenza indiscriminata sui civili. La rapida sconfitta dell’ingenuo idealismo del protagonista è ben esplicitata dal confronto con l’esperto sergente Dougnac (Albert Dupontel), un reduce della guerra d’Indocina. La dimensione del conflitto, concluso nel 1962 con l’indipendenza algerina, è ben sintetizzata da due cifre: i caduti algerini furono circa 250.000, tra civili e combattenti del Fronte di Liberazione Nazionale, quelli francesi, in larghissima parte militari, circa 25.000.
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